Le domande indirette: mi ha chiesto se, cosa, dove
Le domande indirette: mi ha chiesto se, cosa, dove significa “Riferire una domanda: «mi ha chiesto se / cosa / dove…»”. Per riferire una domanda invece di un'affermazione, l'italiano la trasforma in un'interrogativa indiretta introdotta da un verbo come chiedere o domandare. Formazione: domanda sì/no → se (mi ha chiesto se venivo) · domanda con parola interrogativa → la stessa parola (dove, cosa, quando, perché, come) — i tempi seguono la concordanza; niente punto interrogativo
Riferire una domanda: «mi ha chiesto se / cosa / dove…»
B1Formazione
domanda sì/no → se (mi ha chiesto se venivo) · domanda con parola interrogativa → la stessa parola (dove, cosa, quando, perché, come) — i tempi seguono la concordanza; niente punto interrogativo
Spiegazione
Per riferire una domanda invece di un'affermazione, l'italiano la trasforma in un'interrogativa indiretta introdotta da un verbo come chiedere o domandare. Due schemi. (1) Una domanda sì/no diventa se: «Vieni?» → Mi ha chiesto se venivo. (2) Una domanda con parola interrogativa mantiene quella parola: «Dove abiti?» → Mi ha chiesto dove abitavo; «Cosa fai?» → Mi ha chiesto cosa facevo; anche quando, perché, come, quanto, chi. I tempi arretrano come nel discorso indiretto: dopo un verbo introduttore al passato, il presente diventa imperfetto (venivo, abitavo, facevo). Due cose spariscono: il punto interrogativo (l'interrogativa indiretta è formalmente un'affermazione) e di solito l'inversione soggetto-verbo. Qui se significa «se» interrogativo, non il «se» del periodo ipotetico.
Esempi
Nota
Sì/no → se (mi ha chiesto se…); domanda con interrogativo → mantieni quella parola (dove, cosa, quando…). Niente punto interrogativo, e i tempi seguono la concordanza (presente → imperfetto dopo un verbo al passato). Non confondere questo se («se» interrogativo) con il se del periodo ipotetico: stessa parola, ruolo diverso.
FAQ
Le domande indirette: mi ha chiesto se, cosa, dove — che cosa significa e come si usa?
Riferire una domanda: «mi ha chiesto se / cosa / dove…». Per riferire una domanda invece di un'affermazione, l'italiano la trasforma in un'interrogativa indiretta introdotta da un verbo come chiedere o domandare. Due schemi. (1) Una domanda sì/no diventa se: «Vieni?» → Mi ha chiesto se venivo. (2) Una domanda con parola interrogativa mantiene quella parola: «Dove abiti?» → Mi ha chiesto dove abitavo; «Cosa fai?» → Mi ha chiesto cosa facevo; anche quando, perché, come, quanto, chi. I tempi arretrano come nel discorso indiretto: dopo un verbo introduttore al passato, il presente diventa imperfetto (venivo, abitavo, facevo). Due cose spariscono: il punto interrogativo (l'interrogativa indiretta è formalmente un'affermazione) e di solito l'inversione soggetto-verbo. Qui se significa «se» interrogativo, non il «se» del periodo ipotetico.
Le domande indirette: mi ha chiesto se, cosa, dove — come si forma?
domanda sì/no → se (mi ha chiesto se venivo) · domanda con parola interrogativa → la stessa parola (dove, cosa, quando, perché, come) — i tempi seguono la concordanza; niente punto interrogativo
Le domande indirette: mi ha chiesto se, cosa, dove — ci sono note d'uso?
Sì/no → se (mi ha chiesto se…); domanda con interrogativo → mantieni quella parola (dove, cosa, quando…). Niente punto interrogativo, e i tempi seguono la concordanza (presente → imperfetto dopo un verbo al passato). Non confondere questo se («se» interrogativo) con il se del periodo ipotetico: stessa parola, ruolo diverso.