Il discorso indiretto: mi ha detto che…
Il discorso indiretto: mi ha detto che… significa “Riferire le parole altrui: cambiano tempi, pronomi e indicatori di tempo e luogo”. Se il verbo che introduce è al passato, i tempi arretrano. Formazione: presente→imperfetto · passato prossimo/remoto→trapassato · futuro→condizionale passato · imperativo→di + infinito — mutano anche pronomi, tempo e luogo
Riferire le parole altrui: cambiano tempi, pronomi e indicatori di tempo e luogo
B2Formazione
presente→imperfetto · passato prossimo/remoto→trapassato · futuro→condizionale passato · imperativo→di + infinito — mutano anche pronomi, tempo e luogo
Spiegazione
Se il verbo che introduce è al passato, i tempi arretrano. Il presente diventa imperfetto: «lavoro» → ha detto che lavorava. Il passato prossimo e il remoto diventano trapassato: «ho finito» → ha detto che aveva finito. Il futuro diventa condizionale passato: «verrò» → ha detto che sarebbe venuto. L'imperativo diventa di + infinito: «vieni!» → mi ha detto di venire. Cambiano anche pronomi e possessivi (io → lui, mio → suo) e gli indicatori di tempo e luogo: oggi → quel giorno, ieri → il giorno prima, domani → il giorno dopo, qui → lì. Se il verbo introduttore è al presente non cambia nulla.
Esempi
Nota
Il futuro nel passato è il tratto più caratteristico: l'italiano vuole il condizionale passato (sarebbe venuto) dove spagnolo e francese usano il condizionale presente. Chi viene da quelle lingue sbaglia quasi sempre.
FAQ
Il discorso indiretto: mi ha detto che… — che cosa significa e come si usa?
Riferire le parole altrui: cambiano tempi, pronomi e indicatori di tempo e luogo. Se il verbo che introduce è al passato, i tempi arretrano. Il presente diventa imperfetto: «lavoro» → ha detto che lavorava. Il passato prossimo e il remoto diventano trapassato: «ho finito» → ha detto che aveva finito. Il futuro diventa condizionale passato: «verrò» → ha detto che sarebbe venuto. L'imperativo diventa di + infinito: «vieni!» → mi ha detto di venire. Cambiano anche pronomi e possessivi (io → lui, mio → suo) e gli indicatori di tempo e luogo: oggi → quel giorno, ieri → il giorno prima, domani → il giorno dopo, qui → lì. Se il verbo introduttore è al presente non cambia nulla.
Il discorso indiretto: mi ha detto che… — come si forma?
presente→imperfetto · passato prossimo/remoto→trapassato · futuro→condizionale passato · imperativo→di + infinito — mutano anche pronomi, tempo e luogo
Il discorso indiretto: mi ha detto che… — ci sono note d'uso?
Il futuro nel passato è il tratto più caratteristico: l'italiano vuole il condizionale passato (sarebbe venuto) dove spagnolo e francese usano il condizionale presente. Chi viene da quelle lingue sbaglia quasi sempre.