Il congiuntivo imperfetto: che io fossi, parlassi

Il congiuntivo imperfetto: che io fossi, parlassi significa “Il congiuntivo imperfetto: serve dopo un innesco al passato e nelle frasi con «se»”. Il congiuntivo imperfetto si usa quando il verbo che regge è al passato (volevo che…, pensavo che…, era importante che…) e nel periodo ipotetico di 2º e 3º tipo (se + congiuntivo imperfetto). Formazione: -are → -assi/-assi/-asse/-assimo/-aste/-assero · -ere → -essi… · -ire → -issi… — essere: fossi/fossi/fosse/fossimo/foste/fossero · avere: avessi · fare: facessi · dare: dessi · stare: stessi

Il congiuntivo imperfetto: serve dopo un innesco al passato e nelle frasi con «se»

B1

Formazione

-are → -assi/-assi/-asse/-assimo/-aste/-assero · -ere → -essi… · -ire → -issi… — essere: fossi/fossi/fosse/fossimo/foste/fossero · avere: avessi · fare: facessi · dare: dessi · stare: stessi

Spiegazione

Il congiuntivo imperfetto si usa quando il verbo che regge è al passato (volevo che…, pensavo che…, era importante che…) e nel periodo ipotetico di 2º e 3º tipo (se + congiuntivo imperfetto). Le desinenze sono molto regolari: -are → -assi (parlassi), -ere → -essi (credessi), -ire → -issi (dormissi), uguali nelle tre persone del singolare. Il principale irregolare è essere: fossi, fossi, fosse, fossimo, foste, fossero. I verbi con infinito accorciato ricostruiscono il tema pieno: fare → facessi, dire → dicessi, bere → bevessi, dare → dessi, stare → stessi. Da non confondere con l'indicativo imperfetto: che io parlassi (congiuntivo) vs io parlavo (indicativo).

Esempi

Vorrei che tu fossi qui con me.
Pensavo che parlasse italiano.
Se avessi più tempo, viaggerei di più.

Nota

Le desinenze somigliano all'imperfetto indicativo ma con -ss-: parlavo (ind.) vs parlassi (cong.). Con questo tempo si costruisce il periodo ipotetico di 2º tipo (se avessi…, farei…), una delle strutture più comuni dell'italiano quotidiano.

FAQ

Il congiuntivo imperfetto: che io fossi, parlassi — che cosa significa e come si usa?

Il congiuntivo imperfetto: serve dopo un innesco al passato e nelle frasi con «se». Il congiuntivo imperfetto si usa quando il verbo che regge è al passato (volevo che…, pensavo che…, era importante che…) e nel periodo ipotetico di 2º e 3º tipo (se + congiuntivo imperfetto). Le desinenze sono molto regolari: -are → -assi (parlassi), -ere → -essi (credessi), -ire → -issi (dormissi), uguali nelle tre persone del singolare. Il principale irregolare è essere: fossi, fossi, fosse, fossimo, foste, fossero. I verbi con infinito accorciato ricostruiscono il tema pieno: fare → facessi, dire → dicessi, bere → bevessi, dare → dessi, stare → stessi. Da non confondere con l'indicativo imperfetto: che io parlassi (congiuntivo) vs io parlavo (indicativo).

Il congiuntivo imperfetto: che io fossi, parlassi — come si forma?

-are → -assi/-assi/-asse/-assimo/-aste/-assero · -ere → -essi… · -ire → -issi… — essere: fossi/fossi/fosse/fossimo/foste/fossero · avere: avessi · fare: facessi · dare: dessi · stare: stessi

Il congiuntivo imperfetto: che io fossi, parlassi — ci sono note d'uso?

Le desinenze somigliano all'imperfetto indicativo ma con -ss-: parlavo (ind.) vs parlassi (cong.). Con questo tempo si costruisce il periodo ipotetico di 2º tipo (se avessi…, farei…), una delle strutture più comuni dell'italiano quotidiano.

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