I segnali discorsivi: allora, insomma, comunque, cioè
I segnali discorsivi: allora, insomma, comunque, cioè significa “Le parole che gestiscono il parlato: allora, insomma, comunque, cioè”. Oltre alla grammatica vera e propria, il parlato scorrevole è tenuto insieme dai segnali discorsivi — parole senza contenuto proposizionale che gestiscono il flusso: aprire, collegare, attenuare, correggere, prendere o cedere il turno. Formazione: parole che organizzano il parlato senza valore proposizionale — allora (avvio/ripresa) · insomma (sintesi/insoddisfazione) · comunque (cambio o ritorno di tema) · cioè (riformulazione) · guarda, senti, dai, magari
Le parole che gestiscono il parlato: allora, insomma, comunque, cioè
C1Formazione
parole che organizzano il parlato senza valore proposizionale — allora (avvio/ripresa) · insomma (sintesi/insoddisfazione) · comunque (cambio o ritorno di tema) · cioè (riformulazione) · guarda, senti, dai, magari
Spiegazione
Oltre alla grammatica vera e propria, il parlato scorrevole è tenuto insieme dai segnali discorsivi — parole senza contenuto proposizionale che gestiscono il flusso: aprire, collegare, attenuare, correggere, prendere o cedere il turno. I principali: allora (avvio o ripresa: Allora, cosa facciamo?), insomma (in sintesi; da solo «così così»: Com'è andata? — Insomma…), comunque (cambia o riprende il tema: Comunque, ti volevo dire…), cioè (riformula: È simpatico, cioè, mi sta bene), e un gruppo interpersonale: guarda / senti (attira l'attenzione), dai (incoraggia o protesta), magari (forse; o esclamativo «magari!»), niente (riempitivo), diciamo (attenua). Sono l'impronta dell'italiano parlato naturale; chi non li usa mai suona come un manuale. Sono quasi assenti nello scritto formale, dove sono i connettivi testuali (tuttavia, pertanto) a collegare.
Esempi
Nota
Sono strumenti solo del parlato: allora per aprire, comunque per cambiare o riprendere, cioè per riformulare, insomma per sintetizzare o attenuare, dai/guarda/senti per gestire l'interlocutore. Spargerne qualcuno rende naturali; ma tienili fuori dallo scritto formale, che usa tuttavia/pertanto/ossia (itg086).
FAQ
I segnali discorsivi: allora, insomma, comunque, cioè — che cosa significa e come si usa?
Le parole che gestiscono il parlato: allora, insomma, comunque, cioè. Oltre alla grammatica vera e propria, il parlato scorrevole è tenuto insieme dai segnali discorsivi — parole senza contenuto proposizionale che gestiscono il flusso: aprire, collegare, attenuare, correggere, prendere o cedere il turno. I principali: allora (avvio o ripresa: Allora, cosa facciamo?), insomma (in sintesi; da solo «così così»: Com'è andata? — Insomma…), comunque (cambia o riprende il tema: Comunque, ti volevo dire…), cioè (riformula: È simpatico, cioè, mi sta bene), e un gruppo interpersonale: guarda / senti (attira l'attenzione), dai (incoraggia o protesta), magari (forse; o esclamativo «magari!»), niente (riempitivo), diciamo (attenua). Sono l'impronta dell'italiano parlato naturale; chi non li usa mai suona come un manuale. Sono quasi assenti nello scritto formale, dove sono i connettivi testuali (tuttavia, pertanto) a collegare.
I segnali discorsivi: allora, insomma, comunque, cioè — come si forma?
parole che organizzano il parlato senza valore proposizionale — allora (avvio/ripresa) · insomma (sintesi/insoddisfazione) · comunque (cambio o ritorno di tema) · cioè (riformulazione) · guarda, senti, dai, magari
I segnali discorsivi: allora, insomma, comunque, cioè — ci sono note d'uso?
Sono strumenti solo del parlato: allora per aprire, comunque per cambiare o riprendere, cioè per riformulare, insomma per sintetizzare o attenuare, dai/guarda/senti per gestire l'interlocutore. Spargerne qualcuno rende naturali; ma tienili fuori dallo scritto formale, che usa tuttavia/pertanto/ossia (itg086).